Dedicated to Pepo!

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pepogarross il Mar Nov 13, 2007 12:15 pm

Carissimi, ieri e' stata proprio una bellissima avventura dove sono stato piu' seduto sui mezzi di trasporto come il treno e il pullman e poco con i piedi per terra.

Sono andato a Nikko, sulle montagne per andare a vedere le bellezze naturali del parco nazionale di Nikko. Sono stato parecchio sopra il treno e mi sono visto delle cose molto particolari della regione del Kanto. Ad esempio sono riuscito a scorgere 2 scuole che praticavano l'ora di ginnastica di primo mattino. Ho visto delle strutture con delle reti verdi altissime e io non capivo assolutamente cosa fossero. Alla fine ho capito essere dei campi di allenamento per il golf dove si impara a tirare. Finalmente ho visto che quello che speravo di osservare. Essendo un ragazzo nato nelle campagne vicine ai centri urbani il mio sogno di viaggiatore e' quello di vedere sempre posti simili in tutte le nazioni che visito e per me sono momenti indimenticabili. Quando mi avvicinavo ai primi accenni montuosi mi si stringeva il cuore. Vedevo un po' di Pizzorne (i monti a nord di casa mia) e soprattutto pensavo alla mia casa adattandola a questo paesaggio un tantino diverso. Ho intravisto l'esotismo dei luoghi per la prima volta. Per esotismo mi rifaggio al concetto di esotico espresso da Alain de Botton (in quel "famoso" libro che ci fece leggere il Visentin. Non so cosa facciate adesso a Cultura del Viaggio. Pero' cultura del viaggio con il visentin era una signora lezione anche se era uno stronzo) nel quale riconosce esotico un cartello all'aeroporto di Schipol ad Amsterdam. Questo concetto l'ho ripreso e forse reinterpretato e cosi' dico che esotico il fatto di fare di vedere case di persone comuni con degli altari in giardino oppure esotico e' il fatto di vedere persone in divisa ferroviaria di colore arancione in quanto in italia e' impossibile vedere queste cose. E' esotico proprio il fatto che ci siano tante linee ferroviarie e che i temi ed i colori dei treni alle volte ispirino le divise di chi ci lavora. Dopo le 3 ore di viaggio arrivo a Nikko e gia' inizio a capire che il clima e' un tantino diverso rispetto a quello di Tokyo ed io sono vestito con una maglietta di microfibra e una felpa leggera addosso. Non contento prendo un pullman per andaere a vedere il lago di Chuzenjii e le Cascate Kegon e stare in contatto con un paesaggio montano e allo stesso tempo esotico visto che un lago montano che potrebbe essere svizzero o austriaco come e quando vogliamo e' contornato da alberi recanti i colori rossastri delle foglie e si scorgono dei ristoranti con dei cartelli con gli ideogrammi, per me e' il massimo dell'esotismo. Esotica pero' puo' essere pure una fila sulla Salerno Reggio Calabria visto che e' un qualcosa che caratterizza quel posto in un certo periodo dell'anno. Esotico non deve essere inteso in senso positivo o negativo. Beh la temperatura in quel di Chuzen jii era di 6 o 7 gradi centigradi ed io continuavo imperterrito a prendermi tutto il vento possibile.. un vento tagliente e bastardo se mie e' concesso dire. Mi riparavo dal vento ma non c'era niente da fare. Alle cascate Kegon ho assisitito ad uno spettacolo naturale molto interessante e la temperatura era di 5 gradi. Tutto infreddolito sono ritornato a fare la fila per ritornare all'inizio della cascate e...

.. La fila presentava dei buchi e c'erano delle studentesse che erano distaccate da essa. Io le supero e mi metto dietro ad un altro gruppo di gente. Mi sento chiamare e penso di aver commesso una qualche scorrettezza nei confronti di chi avevo dietro. Invece queste studentesse mi volevano parlare. Mi hanno fatto mille domande ed io ero diventato un po' rosso perche' mi sono veramente sentito osservato manco fossi un alieno. Forse ero un alieno per loro visto che non si vedono mai molti turisti di chiaro stampo occidentale e mediterraneo di questo periodo. Ad ogni modo le piu' carine del gruppo si fanno pure una foto con me. Forse anche loro pensano che io sia esotico e vogliono ricordare questo come un souvenir oppure mi hanno solo usato perche' vittima di una loro scommessa. Molto piu' probabile la seconda. Peccato che anche io non ho scattato loro una foto ma tengo "famiglia". Forse il pepogarross che vive in me e con me mi avrebbe sgridato dandomi del deficiente.. E' vero.. .. Pero' beh, queste ragazzine me le voglio tenere con me e nella mia mente. Tra l'altro una aveva una "mandorlizzazione" piu' accentuata e quando parlava ridendo i suoi occhi parevano 2 parentesi tonde messe per orizzontale, un po' come gli occhi del Sanban Taichou Ichimaru Gin, spero non fosse bastarda come lui pero'.. Sono stati proprio i 5 minuti piu' simpatici. Laughing

Ad ogni modo non contento del freddo sono voluto salire ancora piu' su e mi sono fermato alle fonti termali di Yumoto ovvero il capolinea dell'autobus e la temperatura era ancora scesa visto che eravamo pure all'imbrunire. E che ci crediate o no ho visto pure il nevischio scendere sulla mia testa e sui miei vestiti ed io avevo lo la magliettina e la felpa leggera. Sono ritornato sul pullman per andare alla stazione di Nikko e poi prendere il treno e ritornare in quel di Asakusa.

E' stata proprio una bella giornata e forse penso pure meno a casa e ho meno nostalgia.

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pinzio il Mar Nov 13, 2007 8:37 pm

complimenti al capo che ha avuto il coraggio e la fortuna de vedere la neve in giappone..una cosa che vorrei fare da un po di tempo..x il resto non devi temere di nulla visto che l ospitalità dei giapponesi e la tua simpatia creano una pozione perfetta!continua cosi...ps le foto (e le "carezze") delle giapponesi però nn andavano assolutamente rifiutate..sai cm la penso..

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pepogarross il Mer Nov 14, 2007 3:44 am

Ma io le foto non le ho rifiutate e' che non ho contraccambiato fotografando a mia volta. Very Happy

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pepogarross il Gio Nov 15, 2007 11:35 am

Allora ragazzi, vi sto per annunciare un momento molto particolare ma non troppo ambiguo, ahime'. Domani partiro' per il viaggio nel viaggio, una dimensione matriosca che riservera' sempre molte sorprese e magari trovero' quel nocciolo che tanto cercavo. Alla domanda : "Pepo, dove te ne vai?" "In Kansai!!" "Oh Kawai!!" Ma sara' tutta in rima quest'avventura?

Domani partenza alle ore.. vedremo.. Andro' nel kansai senza un vero piano preciso e senza conoscere gli orari dei treni. Me la prendero' con molta calma, visto che l'importante e' andare ed il dove ed il quando non mi interessano. L'importante e' tenere in mente le tappe da rispettare ovvero:

1 - Partenza da Asakusa e prendere la Metropolitana in direzione Shibuya con la Ginza Line (che conosco ormai meglio delle mie tasche), alla terza fermata scendere a Ueno ed andare alla stazione JR ovvero Japan Rail, al famoso Travel Office center e non alla biglietteria scambiero' la prenotazione del Pass con il Pass vero e proprio.

2- Con il Pass in mano dovro' prendere un treno metropolitano per raggiungere la Stazione di Tokyo, quella che potremo chiamare Tokyo Centrale se fossimo in Italia.

3- Arrivati alla storica stazione di Tokyo prendere lo Shinkansen verso Osaka credo.. Questo e' un mio dubbio. Diciamo che come terzo punto dovro' chiedere.

4- Scendere a Kyoto

5- Prendere il treno per Nara

Dovrebbe essere tutto. Queste sono piu' o meno le tappe da rispettare. E poi una cosa che mi turba e' il capire come si riservano i posti sui treni.

Dal Kansai mi sa che non avro' modo di turbare i vostri sonni con i miei post e srao' veramente away. Speravate che fossi away gia' da tanto tempo ed invece sono sempre stato tra di voi..

Beh, a presto.

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da ivanoindia il Mar Nov 20, 2007 2:08 am

Grande Pepo..cerca di darci notizie di questo viaggio nel viaggio!
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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pepogarross il Mar Nov 20, 2007 2:36 am

Diciamo che il viaggio nel viaggio non mi fa usare molto il pc e piu che altro non posso scrivere poemi visto che e il pc del gestore me lo offre gentilmente. A volte riesco a carpire le linee infrarossi di qualche vicino e per qualche oretta ho scroccato e ho navigato assai.. pero poi scompaiono e cado nel nulla.

Diciamo che qua e sicuramente piu freddo e i paesaggi sono collinari e si sta in contatto con la natura. A nara ci sono templi antichissimi e che sono diventati patrimonio dell UNESCO a gran ragione.

Ho visto il gigantesco buddha di bronzo e ho scattato delle foto di questo fantastico tempio, il Todaiji Temple. Nara ha un parco tutto intorno molto bello dove i cervi, il simbolo della citta convivono con i turisti e aspettano qualche biscotto. Si pensa che i cervi siano gli antichi guardiani dei templi.

Oggi vado ad Osaka, al castello che dicono essere molto famoso.

Sicuramente resoconti migliori li postero' la prossima settimana.

Statemi bene.

Pepo

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pepogarross il Gio Nov 22, 2007 11:18 am

Tezuka Osamu Kinekan – Osamu Tezuka Manga Museum.

Creato nella cittadina di Takaruzuka, a 20 minuti di treno da Osaka, luogo in cui il mangaka ha passato la sua infanzia, questo museo offre la possibilità al visitatore di osservare più da vicino la vita e le opere di Osamu Tezuka (1928-1989), denominato “il dio del manga”. Stupito e affascinato dai primi lungometraggi di casa Disney come Biancaneve e i 7 nani, Bambi, Dumbo, Pinocchio, egli iniziò a prendere spunto dall’animazione disneyana creando personaggi e scene molto cinematografiche nello stile. Tezuka creò quindi un nuovo modo di disegnare su carta, il suo era un vero e proprio “cinema cartaceo” e molti mangaka che successero a Tezuka lo presero come modello. Non è un caso che i manga sin dal primo impatto appaiano all’occhio dello spettatore come un qualcosa di non troppo statico e costruito su un vero e proprio montaggio di immagini come se stessimo davanti ad una proiezione di una pellicola. Nel museo di Takarazuka si vuole ricreare un luogo fantastico e ispirato alla fantasia del Maestro. Osamu bambino è cresciuto in questo luogo naturale ed incontaminato pieno di ruscelli, montagne e campi dove poteva correre libero, come egli stesso dice. Tezuka ha sicuramente vissuto un’infanzia non troppo felice a causa dei compagni più grandi che si bullavano di lui e della sua passione per il disegno e soprattutto per l’entrata in guerra del Giappone e le relative conseguenze legate alla storia della sua nazione. Ma Tezuka si è sempre affidato alla natura per rallegrarsi e per sentirsi vivo, essa lo ha stimolato nel creare storie e nel saperle disegnare. La natura è anche il tema centrale della trama del cortometraggio inedito proiettato nell’ “Atom Vision Theatre” , dove vediamo il giovane Tezuka alle prese con i monellacci che lo tormentano e lo prendono per il suo particolarissimo e caricaturale naso a patata e lo fanno roteare fino a farlo cadere e a fargli perdere tutti gli oggetti a lui più cari che custodisce gelosamente dentro la giacca, tra questi si nasconde l’importantissimo album da disegno dove egli crea le sue storie a fumetti. Osamu è triste di questo fatto e viene spronato a fare di meglio da una dimensione onirica dove egli si trova a volare, nuotare e vivere tra la natura assieme all’insetto (un “Musashi”) che ha catturato prima di essere bullato dai ragazzetti. Egli si trasformerà in un coleottero e alla fine verrà catturato da sé stesso. Osamu si sveglia e capisce il male che ha creato ad un altro essere vivente, là sulla sua scrivania dentro ad una bottiglia chiusa. Il piccolo Tezuka libera l’insetto e lo nutre per farlo ritornare in forze e dopo questo avvenimento scrive una storia con un qualcosa in più, che verrà apprezzata pure dai monelli che alla stessa ora si prendono gioco di lui e gli rubano di nuovo l’album da disegno. Siamo tutti esseri viventi, ci comunica Tezuka, e viviamo tutti insieme alla natura, siamo parte della natura stessa e non ci deve importare se poi la società si evolve e il progresso scientifico va avanti, non ci dobbiamo dimenticare della natura.

Il museo si estende su 3 piani. Nel vialetto che porta all’entrata dell’edificio si erge il monumento che ritrae la Fenice Tezukiana (Hi no Tori), tratta dall’opera omonima in cui “si vuole dare un affresco dell’umanità e della vana ricerca dell’immortalità da parte del genere umano rappresentata proprio dalla Fenice”. Il viale che porta all’ingresso è caratterizzato da mattonelle in stile Hollywoodiano in cui sono impresse le impronte e le orme dei personaggi creati dal genio di Tezuka. L’ingresso centrale dove ha luogo la biglietteria è ispirato al castello de “La principessa Zaffiro” (Titolo originale – Ribbon no Kishi, traduzione “Il cavaliere col fiocco”, narra la storia di una bambina destinata a vivere 2 vite, una da maschio ed una femmina per il frutto di un errore causato da un angioletto sbadato. Il manga in questione viene considerato come il primo Shoujo manga, ovvero primo manga per ragazze. Stupisce pure che il primo autore di un manga per ragazze fosse un maschio, ma nonostante tutto il manga riscosse successo e diede così inizio ad un nuovo genere molto apprezzato sia da maschi che da femmine. Dopo la biglietteria non si può non notare il mosaico che ritrae il Tezuka fantastico, ovvero quello che nel suo mondo fantastico convive con le sue creazioni, caratterizzato da un basco alla francese (che portava pure nella realtà) e il suo caratteristico naso a patata molto più accentuato. Alla sinistra si entra nella sala espositiva permanente che propone una cronologia della vita e delle opere del “dio del manga”, e in alcune teche futuristiche vengono raccolti documenti autentici del Maestro come Storyboard di anime, primi ritratti fatti in età infantile, nature morte, schizzi dei suoi personaggi più celebri. In fondo alla stanza si trova l’”Atom Vision Theatre” dedicato a “Tetsuwan Atom (Atom dal Braccio di Ferro)” in Italia conosciuto come Astroboy, il bambino robot creato per vivere di nuovo e non morire mai, questi almeno erano i pensieri dello scienziato Tenma, il padre di Tobio (il nome umano di Atom), morto in un incidente d’auto. L’anime televisivo di Tetsuwan Atom, trasmesso dal 1963 in Giappone è il primo in assoluto. Al piano terra invece si può godere di una riproduzione dello studio di animazione di Osamu Tezuka e usufruire di uno dei 20 computer messi a disposizione per i visitatori i quali potranno familiarizzare con un programma apposito per le animazioni. Il secondo piano in parte è adibito per ospitare le mostre temporanee, l’ “Osamu Tezuka World Shop”, la biblioteca dove si ha lo possibilità di vedere, leggere e toccare le opere Tezukiane, inoltre c’è uno scaffale in cui sono collocati testi in inglese, francese ed italiano; vi è inoltre un computer che ospita un database ricchissimo di informazioni sul Maestro, Pannelli che contengono oltre 500 libri di manga delle opere di Tezuka e il “Jungle Cafe”, il luogo di ristoro ispirato alla giungla di Kimba, il leoncino bianco protagonista di “Janguru Taitei. Trad. L’imperatore della giungla”, in Italia noto semplicemente come “Kimba il leone bianco”. Una cosa positiva del museo è che qualsiasi cosa di può ammirare da vicino e toccare, sfogliare, leggere e persino fotografe, cosa molto rara in alcuni musei come per esempio al Museo d’arte Ghibli di Mitaka.

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da The Wiz@rd il Gio Nov 22, 2007 11:41 am

Grande Peposan!!

spettacolo stai facendo un ottimo lavoro...vorrei essere li cyclops

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pepogarross il Gio Nov 22, 2007 12:33 pm

anche mio padre mi chiama ormai pepo-san. All'albergo di Tokyo ormai ero miceli-san e mi passavano le chiamati dei miei. Troppo forte il suffisso. Ma sappi che io sarò sempre un Pepo-sama, un suffisso riservato a nobili e imperatori e divinità.. Laughing

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da The Wiz@rd il Dom Nov 25, 2007 8:54 am

Allora buon continuo di viaggio Pepo-sama king
...perdoni il mio terribile errore silent

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pepogarross il Dom Nov 25, 2007 9:21 am

Grande Fabri,

oggi sono arrivato a Kyoto con un unico pensiero.. Il museo internazionale di manga che si trova ad una ventina mdi minuti-mezz'ora a piedi da dove mi trovo adesso. Il viaggio nel viaggio che ha portato i suoi frutti sta volgendo al termine ed io stranamente ritrovo un po' di linea wireless, chissà se durerà.. Dall'antro ostile in cui mi trovo, ovvero da una mansarda. Laughing
Che ci crediate o no, sto proprio in una mansarda gigantesca ma che ahimé non mi fa tenere la porta chiusa.. Menomale che ci sto solamente per 2 sere e dopo vado in una stanza più ortodossa.

A kyoto ci sono veramente una miriade di templi buddisti e shintoisti che si possono vedere e che a piedi non sono poi lontanissimi.. vedrò cosa la città mi offre e me la prenderò con molta tranquillità anche perché non sono andato in giappone per vedere solo templi..Anzi, mi pare di averne visti troppi..

Giovedì invece avrà luogo la mia lotta contro il tempo per raggiungere Tokyo per mezzogiorno e incontrarmi con una ragazza che si fa chiamare Wish ed è una delle prime mangaka italiane e ha fondato un associazione che da capannori si è espansa per la rete. A Tokyo mi introdurrà nella Yoyoji School of Manga, laddove lei ha studiato e si è diplomata. La incontrerò pure a Lucca dove mi farà conoscere meglio la sua associazione, la quale non è altre che un altro piccolo tassello di realtà locale applicata ad un contesto più ampio.

Ce la farò? Chi lo sa... Vero è che devo confidare nella metro e nello shinkansen e soprattutto non perdermi e prendere tutto al volo.. non prenoto nemmeno i posti, chi se ne frega.. me ne starò in piedi come all'andata.. tanto mi metto in un angolo e leggo o riposo.ahah

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da ivanoindia il Mar Nov 27, 2007 1:43 am

Prenotazione e viaggio non vanno d'accordo..Very Happy
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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pepogarross il Mar Nov 27, 2007 1:47 am

E' vero ma in giappone sugli shinkansen tutti stanno ai loro posti e la gente in piedi stile intercity senza prenotazione non esiste ed infatti tutti ti guardano un po' come uno straccione e magari un coglione visto che la prenotazione e' gratuita e percio' se sei sopra il treno i soldi per viaggiare ce li avevi per forza... Ma potrebbe anche darsi che siano tutti occupati e percio' me ne staro' vicino ai bagni. Laughing

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pepogarross il Mer Nov 28, 2007 10:50 am

Kyoto International Manga Museum

“Un museo di nuova generazione”, ecco come si definisce il giovanissimo museo di manga, nato esattamente un anno fa, il 25 novembre 2006, conosciuto come Kyoto International Manga Museum affiliato alla Kyoto Seika University. Il museo è inoltre una biblioteca e accoglie una vasta collezione, 200.000 oggetti, di riviste di manga, libri monografici, illustrazioni e affini. Il patrimonio è comunque in espansione e si pensa possa raggiungere le 300.000 unità allo scadere del secondo anno di attività ovvero nella fine del 2008. La biblioteca del museo offre una vasta scelta di manga fra le 50.000 unità circa e raccoglie manga per ragazzo, ragazza, adulti e per bambini. Il “muro dei manga” è la definizione in gergo dei tanti scaffali che si collocano sparsi per il museo e dove il visitatore si deve sentir libero di toccare, leggere e magari apprezzare le opere che prendere in osservazione. Esiste pure una piccola parte del “muro” dedicata ai manga giapponesi tradotti e provenienti da paesi anglofoni, dalla Francia, Italia, Spagna, Portogallo e paesi Asiatici. Il muro di Manga è stato creato grazie ad una importantissima donazione fatta da Go Natoba, proprietario del Ohkubo Negishi Bookstore, il quale dal 1985 fino al 2005 era diventato ormai un luogo dove si prestavano manga come una vera e propria biblioteca. A partire da questo grossissimo patrimonio il nuovo tipo di museo si è potuto espandere. Nel sito del museo ci risalterà all’occhio l’invito alla donazione di manga e perciò ognuno con i suoi piccoli sforzi può aiutare il museo a crescere e contribuire così in un progetto, il primo in Giappone, di larghe vedute. Il manga ormai è riconosciuto da tutti come espressione di una nazione e di una cultura molto viva sul campo come quella giapponese e di cui gli stessi giapponesi sono fieri ed attraverso questo museo si ha lo scopo di trasmettere la cultura del manga non solo in Giappone ma anche all’estero e far sì che questa cultura possa fiorire e svilupparsi ulteriormente. Nel museo oltre al muro di manga che senz’altro differenzia il museo da tutti quelli esistenti su questo argomento e lo colloca quindi come prima esperienza di questo tipo, esistono altre attrazioni ed attività come la promozioni di speciali mostre mensili (Dedicata ai manga shoujo, i manga per le ragazze), gallerie dedicate a mangaka o a fumettisti di altre nazioni (questo mese vi era un esposizione dedicata alla tedesca Anke Feuchtemberger, esponente del fumetto alternativo che riprende a tratti l’espressionismo tedesco e una dedicata al coreano Kokon-Tozai proveniente da una terra dove il fare fumetto si sta sviluppando e sta trovando una propria identità), Mostre permanenti che descrivono la storia del manga, del museo e della scuola elementare che ospita nella sua struttura il museo di manga. Si può anche osservare dall’esterno il preziosissimo archivio del museo e ed imbatterci nei laboratori dove si effettuano ricerche, che è uno dei fini del museo. Nell’edificio esiste una sala di lettura, e degli sgabelli vicino agli scaffali dove si ha la possibilità di leggere in tutta comodità, i più piccoli invece dispongono di una sala di lettura a loro dedicata dove si trovano le opere indirizzate ai ragazzi in eta scolare e prescolare. Una cosa che risalta all’occhio appena entriamo nel museo è la riproduzione di un vero e proprio parco pubblico dove si ha la possibilità di stenderci sull’erbetta e leggerci i manga presi dagli scaffali del museo e godersi quindi un nuovo modo di fare cultura.

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Re: Dedicated to Pepo!

Messaggio Da pepogarross il Mer Dic 05, 2007 10:22 am

"...E perché poi un mi si venga a dì che un ci sò stato"

Con questa piccola frasetta lucchese mi appresto a raccontare il viaggio in una di quelle destinazioni imperdibili, quelle che valgono la vacanza. Potrai andare a Tokyo e magari dimenticarti di salire nel'osservatorio di Shinjuku, oppure potrai dimenticarti di fare una crociera sul fiume Sumida. Per assurdo potresti pure dimenticarti di vedere la città di Tokyo ma non puoi, anzi non devi dimenticarti di vedere il Monte Fuji. Io avevo pensato a fare una scelta borderline e dire, ma che me ne frega a me del Fuji.. A dire il vero a me del Fuji mi interessa e come, si perché, io sono uno di quelle tante persone che quando pensano al Giappone dopo i cure maid café, i DVD di Lammtarra, il seno di Orihime Inoue, keroro gunsou, suzumiya haruhi, tetsuwan atom, gli hentai pensa pure al Monte Fuji. Lo vedo là in qualsiasi fotografia oppure al termine della puntata dei Pokemon dove il professor Oak parla sempre di un esemplare particolare e poi da il saluto con sullo sfondo la celebre montagna di origine vulcanica, che pare possa sempre essere in attività.

Si parte alle 9.20 di mattina con un pullman turistico dal Terminal Bus di Hamatsucho. Divento a tutti gli effetti un membro del Sunrise Tour e mi si da pure un adesivo per essere riconosciuto. Non so assolutamente ciò che mi aspetterà. Voglio solo vedere il Fuji e fotografarlo. E' un tour organizzato perciò tutto quello che devo fare è rilassarmi e divertirmi. Certo tutto è pianificato e poco dopo verrò a conoscenza che il nostro programma è molto denso e non ho proprio idea di come faremo a far tutto. La guida Yasue Itoh, in arte "Sue" ci racconta tantissime cose sul giappone: dalla popolazione, alle metropolitane nelle ora di punta fino ai matrimoni e fra un discorso ed un altro ci parla pure della sua vita. Di tutti quei discorsi ho reputato utili solo il venti percento delle cose dette visto che molte cose sul giappone già le sapevo e altre mi parevano un pò dei cliché dette ai turisti che alla fine non potranno mai approfondire la conoscenza del giappone visto che partecipano ad un viaggio organizzato composto da molte gite come questa.

Ed io cosa ci facevo in mezzo a loro? Questo non lo so nemmeno io. Io voglio solo vedere il Fuji e non avevo voglia di perdermi di nuovo e alla fine volevo fare il turista standard, quello che gira il mondo senza pensare a nessun problema perché le cose gliele preparano gli altri. Beh ho avuto modo di capire e di sentire sulla mia pelle quello che i sociologi del viaggio chiamano "Bolla Ambientale" ovvero, spero di ricordarmelo discretamente, quella situazione nella quale il turista ed il locale non si incontrano mai realmente e vivono su due realtà differenti. Per fare un esempio: In questo viaggio organizzato si è mangiato un pasto giapponese ma alla fine in pochi hanno usato le bacchette e in questo ristorante tutto era standard e tutti parlavano in inglese e non correvi alcun rischio.

Un turista che viaggia in questo modo non deve far fronte a nessun problema e così ho pensato ad alcuni turisti che dopo una sera ad Hakone sarebbero andati a Kyoto in un albergo in stile occidentale e con tutti i confort, se mai avranno colazioni giapponesi saranno un qualcosa di molto standard e soprattutto ibrido. Io invece ho dormito in una mansarda con un futon veramente finissimo e non avevo uno spessore tale per capire la differenza tra il dormire su un qualcosa di simile ad un materasso oppure più simile ad un tappetino.. In poche parole, stavo per terra e intanto i turisti stanno nel 4 stelle. Ma i turisti non avranno una colazione giapponese abbondante come quella dei Takeuchi e non saranno mai così abili con le bacchette come lo sono diventato io.

E il Fuji? Del Fuji non ho poi molto da dire se non che sono riuscito a vederlo in molti modi e solo a fine giornata ho potuto ammirare la montagna in una delle sue pose standard, quelle da fotografia vera e propria... Click!!

Prima di pranzo di dirigiamo a nord del monte all'uffficio turistico e da lì possiamo ammirare per la prima volta la montagna, ma ahimé essendo troppo alle pendici del monte e per colpa di una nuvola (probabilmente pisana) non riusciamo a vedere il singolare picco. E' una soddisfazione a metà.. Argh! Andiamo poi sopra al monte fino alla 4a stazione ma dal punto di vista fotografico non c'è molto da fare visto che il nostro protagonista preferito ci sta ospitando lungo la sua superficie. A 2020 metri d'altezza.

Dopo pranzo invece andiamo a fare una minicrociera (io la chiamerei vera e propria traghettata) sul Lago Ashi per giungere alla stazione della Funicolare per salire sull'estremità del monte Hakone. Eccoci infine ad Hakone e da lì a poco andrò a scoprire che questa montagna è uno dei punti migliori per scattare le fotografie al grande Fujisan. Eccoci quindi al momento dedicato alle foto ricordo e devo dire che la luce del giorno si stava pian pianino affievolendo ed era l'orario migliore per scattare delle fotografie un pochetto più romantiche.. io mi sono divertito nel fare le fotostrane con l'autoscatto, rischiando più volte di inciampare e cadere con un broccolo nel fango.

Ho notato pure un ristorante niente male sul monte Hakone, il Coli che purtroppo deve avere avuto una cattiva gestione perché ormai giacè là abbandonato. Un edificio veramente molto triste, e questa sarà la fine che farà il fetido bar situato sul picco del monte Capanne all'isola d'elba.

Il Fuji com'era?

Quando pensiamo al Fuji, abbiamo in mente una certa immagine ma non molti di noi, ed io compreso, sanno associare l'immagine alla stagione. Diciamo che ho sbagliato stagione ma non troppo in quanto per certi aspetti l'autunno e la primavera possono somigliarsi in qualcosa. In poche parole il Fuji aveva un pò di neve perché sta arrivando l'inverno, stagione nella quale il Fuji si tinge tutto di bianco e a primavera nelle parti più alte rimane ancora della neve abbondante, quella che caratterizza l'immagine che abbiamo stampata in presso relativa a questo monte. D'estate il Fuji è nudo ed è pronto per essere scalato e può regalare pure momenti unici come ad esempio le escursioni fatte dalle 11 di sera fino alla mattina del giorno dopo per vedere l'alba dal picco del monte.

Ora posso finalmente tornare a casa e parlare del Fuji e tutti saranno contenti. Posso dire loro che alla fin fine a Kyoto non ho visto alcun tempio, che ho mangiato con la forchetta ed il coltello, che ho passato una notte in galera per aver stuprato una ragazza nella metropolitana dopo aver visto quella scena in un film ma alla fine ho visto il Monte Fuji e nessuno mi può biasimare.

Viva il Giappone e il professor Oak con il Fuji sullo sfondo!!

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